CAM, LCA, EPD, GWP
di pellegrino marilicia certificatore energetico
L'efficienza energetica in edilizia è parte integrante della questione della sostenibilità nel settore delle costruzioni.
La sostenibilità ambientale in edilizia è l'approccio progettuale e costruttivo volto a ridurre l'impatto sull'ecosistema: ottimizza l'efficienza energetica, promuove l'uso di materiali eco-compatibili e limita i rifiuti, considerando l'intero ciclo di vita dell'edificio, dalla costruzione alla dismissione.
La sostenibilità ambientale in edilizia consiste nel progettare, costruire e gestire gli edifici per ridurre al minimo il loro impatto sul pianeta durante l'intero ciclo di vita. Questo approccio mira a contrastare l'elevata impronta ecologica del settore, responsabile di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra in Europa.
Per misurare oggettivamente il livello di sostenibilità di un immobile si utilizzano protocolli internazionali come LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) o BREEAM ( Building Research Establishment Environmental Assessment Method) e nazionali come il protocollo ITACA o i CAM (Criteri Ambientali Minimi) relativi agli Appalti Pubblici (insieme di requisiti ambientali inseriti nei capitolati a base di gara negli appalti pubblici).
i CAM ( criteri ambientali minimi ) sono una serie di requisiti ambientali, adottati dal MASE e periodicamente aggiornati, inseriti obbligatoriamente nei capitolati e nei documenti contrattuali per gli Appalti Pubblici : non impongono materiali o tecnologie precise ma richiedono scelte misurabili e verificabili in materia di sostenibilità ambientale: hanno un impatto diretto sul progetto di un edificio inflluenzando le scelte tecniche e progettuali: i progettisti devono scegliere un prodotto non solo per le sue prestazioni o per il suo costo ma anche per la sua sostenibilità.
In questo modo il settore pubblico gestisce il GPP ( GREEN PUBLIC PROCUREMENT ) favorendo la diffusione dell'innovazione tecnologica ed il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento ambientale che l'europa si è prefissa.
Nell'ambito del sistema dei CAM c'è una filiera metodologica che consente di misurare e di garantire la reale sostenibilità ambientale di un edificio: questa è la relazione di dipendenza tecnica e normativa che lega CAM (criteri ambientali minimi), LCA ( life cycle assessment ) ed EPD ( environmental product declaration) .
In questa filiera LCA è lo strumento di calcolo ( metodologia standardizzata che valuta l'impatto ambientale di un prodotto o di un edificio lungo tutto il suo ciclo di vita), l'EPD è la certificazione finale del materiale o del prodotto ( etichetta ambientale che riporta i risultati ottenuti dalla LCA ) e i CAM sono l'obbligo di legge che richiede tale documentazione negli appalti pubblici in Italia.
Il GWP ( global warming potential) è l'unità di misura in cui vengono espressi i risultati della LCA riportati nella EPBD: espresso in kg di CO₂ equivalente (kg CO₂ eq) per indicare la quantità di gas rilasciato per la fabbricazione di un prodotto o in kg CO₂ eq/m², che misura l'impatto per metro quadrato di superficie utile interna, per indicare l'impatto climatico di un edificio nel suo ciclo di vita (50 anni ).

GWP ( global warming potential )
Che cos'è il GPW : il potenziale di riscaldamento globale
Il termine GWP ( Global Warming Potential) è un parametro nato nell'ambito dei gas refrigeranti, volto a quantificare il potenziale di riscaldamento globale e indica quanto calore un gas serra riesce a trattenere nell'atmosfera, in un determinato periodo di tempo, rispetto all'anidride carbonica: è un indice adimensionale utilizzato per confrontare l'impatto dei gas serra sul clima, espresso come rapporto rispetto all'anidride carbonica CO₂, il cui GWP è fissato per convenzione a 1.
Il GWP è stato trasferito alla sostenibilità in edilizia al fine di quantificare la produzione di CO2 corrispondente a una lavorazione o alla realizzazione di un prodotto ed è diventato un pilastro delle analisi LCA e della compilazione delle EPD : quando questo valore viene applicato per misurare l'impronta di carbonio di un prodotto o l'impatto climatico di un edificio nel suo ciclo di vita, si utilizzano le seguenti unità di misura:
Per prodotto/gas: kg di CO₂ equivalente (kg CO₂ eq) per indicare la quantità di gas rilasciato.
Per l'edilizia: kg CO₂ eq/m², che misura l'impatto per metro quadrato di superficie utile interna, spesso valutato su un periodo di riferimento (es. 50 anni).
Il metodo di calcolo del GPW è stato definito nell'Allegato III della Direttiva Europea EPBD IV, dove all'articolo 2 lo identifica come l'indicatore che quantifica il contributo potenziale al riscaldamento globale di un edificio, nell'arco del suo ciclo di vita completo, dunque il parametro che misura il contributo complessivo dell'edificio alle emissioni che determinano i cambiamenti climatici combinando le emissioni di gas a effetto serra incorporate nei materiali da costruzione con le emissioni dirette e indirette rilasciate nella fase d'uso.
Il metodo di calcolo del GPW è stato recentemente ridefinito nel Regolamento Europeo 2026/52 (entrato in vigore il 24 maggio 2026) che sostituisce l'Allegato III alla EPBD IV: il regolamento europeo è direttamente applicabile negli Stati membri UE con l'obiettivo di rendere i risultati più confrontabili tra gli Stati membri e inserirli appunto nell'attestato di prestazione energetica.
Il GWP nel corso del ciclo di vita, un periodo convenzionale di 50 anni, ed espresso in kg CO₂ eq /m² di superficie coperta utile deve essere indicato nell'attestato di prestazione energetica (APE) dell'edificio ; un aspetto centrale del regolamento è la qualità dei dati: dovranno essere utilizzati in via prioritaria i dati pubblicati in conformità al Regolamento (UE) n. 305/2011 e al nuovo Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione.
Regolamento Europeo 2026/52 (entrato in vigore il 24 maggio 2026) stabilisce che il GWP nel corso del ciclo di vita degli edifici di nuova costruzione è calcolato nel rispetto dei requisiti minimi al proprio interno e secondo le parti pertinenti della norma EN 15978:2011 Sostenibilità delle costruzioni — Valutazione della prestazione ambientale degli edifici — Metodo di calcolo).
La norma UNI EN 15978:2026.
La norma è stata recentemente revisionata e pubblicata da CEN e da UNI porta il sottotitolo Sostenibilità delle costruzioni – Valutazione della prestazione ambientale degli edifici – Metodo di calcolo UNI EN 15978:2026: attualmente, disponibile solo in inglese, presso UNI sostituisce la versione precedente del 2011 e specifica il metodo di calcolo, basato sulla valutazione del ciclo di vita, per valutare la prestazione ambientale di un edificio e fornisce indicazioni su come comunicare i risultati della valutazione. La norma si applica a edifici nuovi ed esistenti nonché a progetti di ristrutturazione.
Metodo armonizzato
Nel pubblicarla il CEN che la ha sviluppata spiega che la norma EN 15978:2026 fornisce un metodo armonizzato per valutare le prestazioni ambientali degli edifici utilizzando la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) e altri dati ambientali quantificati.
Sempre il CEN evidenzia che, definendo i limiti di sistema, le regole di calcolo e gli indicatori coerenti, la norma EN 15978:2026 garantisce che le valutazioni ambientali degli edifici siano effettuate in modo trasparente. La norma può essere utilizzata per strutturare la raccolta di dati ambientali relativi agli edifici, per calcolare gli indicatori ambientali e per preparare report coerenti a fini di comunicazione. Aiuta i professionisti a valutare tutte le fasi del ciclo di vita e a valutare in che modo i prodotti, i sistemi e i servizi per l'edilizia contribuiscono alle prestazioni ambientali.A tal fine, consolida i dati ottenuti dalle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) e dai relativi moduli informativi (EN 15804:2012+A2:2019), insieme ad altre informazioni pertinenti e necessarie utilizzate nella valutazione.

LCA ( life cycle assessment )
Che cos'è la LCA : analisi del ciclo di vita
LCA è un metodo scientifico standardizzato per calcolare l'impatto ambientale di un prodotto, servizio o processo durante tutto il suo ciclo di vita i cui risultati sono espressi in GWPLe normative europee stanno evolvendo rapidamente, imponendo maggiore trasparenza nella gestione degli impatti ambientali lungo tutta la filiera con l'intento di combattere il green-washing e di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità che l'Unione Europea si è prefissa con il Green Deal ( nel 2019 i paesi europei sottoscrivono di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 ) .
LCA e' la metodologia standardizzata secondo la normativa tecnica internezionale che calcola l'impronta ambientale di un prodotto o di un'opera edile considerando il suo intero ciclo di vita dalla culla alla tomba: estrazione materia prime, produzione, trasporto e smaltimento finale privilegiando il recupero e la valorizzazione dei materiali, in un'ottica di economia sostenibile. ; metodologia standardizzata secondo norme tecniche specifiche UNI EN ISO 14040:2021 ( gestione ambientale-valutazione del ciclo di vita - quadro di riferimento) e UNI EN ISO 14045:20021 ( gestione ambientale-valutazione del ciclo di vita- requisiti e linee guida) che garantiscono scientificità, trasparenza e confrontabilità dei dati.
i risultati della LCA vengono espressi in GWP utilizzando le seguenti unità di misura :
Per prodotto/gas: kg di CO₂ equivalente (kg CO₂ eq) per indicare la quantità di gas rilasciato.
Per l'edilizia: kg CO₂ eq/m², che misura l'impatto per metro quadrato di superficie utile interna, spesso valutato su un periodo di riferimento (es. 50 anni)
L'LCA (Life Cycle Assessment) si articola in quattro fasi standardizzate (definite dalla norma ISO 14040), strutturate per quantificare l'impatto di un prodotto o servizio:
-1 -Definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione (Goal & Scope): Vengono stabiliti lo scopo dello studio, l'unità funzionale (l'unità di misura di riferimento) e i confini del sistema (dalla culla alla tomba, o dalla culla alla culla);
-2 -Analisi dell'inventario (LCI): Consiste nella raccolta dei dati sugli input (risorse, energia, materiali) e sugli output (emissioni, rifiuti) associati a ogni fase del ciclo di vita:
-Estrazione delle materie prime
-Produzione e lavorazione
-Trasporto e distribuzione
-Utilizzo e consumo
-Gestione del fine vita e smaltimento
-3-Valutazione degli impatti (LCIA)
I dati dell'inventario vengono tradotti in potenziali impatti ambientali, come il riscaldamento globale, l'acidificazione o il consumo di risorse
- 4- Interpretazione: I risultati vengono analizzati per identificare i punti critici, trarre conclusioni e formulare raccomandazioni utili a ridurre l'impatto ecologico
l Life Cycle Assessment (LCA), o Analisi del Ciclo di Vita, è il metodo più avanzato e riconosciuto a livello internazionale per valutare l'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita di un prodotto o servizio. Un approccio rigoroso, normato a livello internazionale, che permette alle aziende di tradurre la sostenibilità in azione, migliorando le proprie prestazioni e creando valore a lungo termine e di accedere a nuovi mercati e di ottenere certificazioni ambientali strategiche e di partecipare a protocolli di sostenibilità tra cui :
EPD (Environmental Product Declaration)
LEED e BREEAM per il settore edilizio
CAM (Criteri Ambientali Minimi) per gli appalti pubblici
Nei Criteri Ambientali Minimi (CAM), la metodologia LCA serve a dimostrare che un progetto o un materiale rispetta requisiti ambientali obbligatori e può ottenere punteggi aggiuntivi nei criteri premianti delle gare d'appalto.
Questa visione globale consente di identificare con precisione le aree di maggiore impatto e intervenire con strategie di ottimizzazione efficaci.
LCA consente di misurare e ridurre l'impatto ambientale e ottimizzare le risorse e riducendo i costi
Senza misurazione non esiste controllo. L'LCA fornisce dati affidabili e confrontabili sugli impatti ambientali di ogni fase del ciclo di vita di un prodotto o processo, consentendo di individuare le aree critiche e attuare miglioramenti misurabili.
Individuare sprechi e inefficienze è il primo passo per una gestione sostenibile. L'LCA permette di ridurre i consumi energetici, ottimizzare l'uso delle materie prime e migliorare l'efficienza operativa, con un impatto positivo anche sulla redditività aziendale. L'adozione dell'LCA offre vantaggi concreti e strategici per le aziende che vogliono migliorare la propria competitività e anticipare le evoluzioni normative e di mercato ottenere certificazioni ambientali e accedere a nuovi mercati
Avere un'analisi LCA certificata consente alle aziende di differenziarsi e rispondere ai requisiti di mercati sempre più selettivi.

EPD ( environmental product declaration )
Che cos'è la EPD : dichiarazione ambientale di prodotto
Etichetta Ambientale basata su uno studio LCAetichetta ambientale, sorta di carta di identità ambientale di un articolo o di un materiale che si basa su uno studio LCA e segue delle linee guida specifiche per ogni categoria di prodotto: la compilazione segue le procedure indicate nella norma UNI EN ISO 14025 : 2010 che definisce i principi e i requisiti per le etichette ecologiche di tipo III , stabilendo un quadro comune per la creazione e la pubblicazione delle EPD, e garantendo che i dati siano comparabili e affidabili. Per i prodotti da costruzione si applica l'ulteriore riferimento normativo UNI EN 15804.
EPD è un documento volontario che diventa obbligatorio per la partecipazione agli Appalti Pubblici o a protocolli di sostenibilità ( LEED, BREEAM, ITACA ) e sono essenziali per garantire il soddisfacimento dei requisiti previsti dai CAM o dagli specifici protocolli di sostenibilità.
il produttore compila e pubblica l'etichetta secondo le procedure standardizzate dalla normativa ma il loro rilascio deve essere sottoposto a verifica di un ENTE TERZO ACCREDITATO e indipendente che assicura che i dati siano oggettivi e conformi
EPD è uno strumento che supporta i progettisti nella valutazione e nella scelta dei prodotti edilizi e i dati riportati nelle etichette ambientali sono di supporto per la stesura dello studio LCA dell'edificio ; le soluzioni tecniche e la scelta dei materiali possono essere motivate e documentate con criteri ambientali oggettivi.

CAM ( Criteri Ambientali Minimi )
cosa sono i CAM
I Criteri Ambientali Minimi (CAM), adottati con decreto ministeriale dal MASE, sono dei requisiti di tipo sociale, ambientale ed economico, volti a indirizzare le scelte della PA, premiando quei prodotti, servizi a più elevato valore di sostenibilità sotto il profilo ambientale e lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.
I CAM prescritti dal MASE per categoria di prodotto e da valutarsi con LCA , sono inseriti nelle documentazioni e nelle clausole contrattuali inserite a basa di gara negli Appalti della Pubblica Amministrazione; attualmente sono relativi a 11 categorie di prodotto di interesse prioritario per volume di spesa e impatto ambientale.
I Criteri Minimi Ambientali (CAM) sono stati introdotti nel contesto normativo nazionale, in attuazione delle Direttive Europee Direttiva 2004/18/CE e Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici come parte delle politiche di Green Public Procurement (GPP) per favorire la sostenibilità e ridurre l'impatto ambientale degli acquisti pubblici.
Questi requisiti sono detti "minimi" perché rappresentano il livello minimo obbligatorio da soddisfare negli appalti pubblici, senza escludere la possibilità di adottare criteri più ambiziosi fissando una soglia di sostenibilità , ma lasciando comunque spazio per soluzioni ancora più ecologiche e innovative da parte delle imprese; in questo modo le pubbliche amministrazioni incentivano la sostenibilità senza imporre vincoli stringenti che potrebbero limitare la concorrenza o la fattibilità economica delle gare d'appalto: i CAM non impongono materiali specifici ma richiedono scelte misurabili e verificabili con LCA e hanno un impatto diretto sul progetto e sulla realizzazione di un edificio influenzando le scelte progettuali e tecniche in quanto i prodotti inseriti nel processo edilizio vengono scelti non solo per le prestazioni ( l'impatto ambientale va oltre il solo concetto di efficienza energetica ) o per il costo ma in funzione della sostenibilità.
I CAM sono strumenti chiave per accellerare la transizione ecologica, attraverso i CAM tutta la produzione edilizia pubblica viene spinta verso la sostenibilità e l'efficienza energetica favorendo la diffusione dell'innovazione tecnologica ed il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento ambientale prefissi dalle Direttive EUropee (GPP Green Public Procurement)
aggiornamento CAM edilizia dal 2 febbraio 2026 con l'entrata in vigore del decreto 24 novembre 2025
I CAM vengono ciclicamente aggiornati dal MASE in collaborazione con il Comitato di Gestione del GPP ( costituito da esperti di gestione della P.A. , enti di ricerca, università, associazioni di categoria dei sistemi di produzione di riferimento).
Il 3 dicembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 281) il decreto del 24 novembre 2025, che aggiorna i Criteri ambientali minimi (Cam) Edilizia, con entrata in vigore prevista dal 2 febbraio 2026.
Sul portale del ministero dell'ambiente sono riportate le direttive relative ai CAM attualmente in vigore.
che cosa è il PAN GPPIl 25 settembre del 2015 dall'assemblea generale dell'ONU è stata proclamata l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile con 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile inglobati in un grande programma d'azione
Il PAN GPP (Piano Nazionale d'Azione sul Green Public Procurement ) elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico, accogliendo l'indicazione contenuta nella Comunicazione della Commissione europea "Politica integrata dei prodotti, per sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale", ha l'obiettivo di orientare la spesa pubblica verso l'efficienza energetica e il risparmio delle risorse in particolare la riduzione di CO2, la riduzione delle sostanze pericolose e la riduzione dei rifiuti.
Con il GPP, che rappresenta il sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili, la Pubblica Amministrazione (PA) diventa protagonista di una strategia di sviluppo sostenibile. Grazie al GPP le PA possono influenzare il mercato, le imprese, i prodotti e i servizi, favorendo in generale la diffusione dell'innovazione tecnologica ed in particolare il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale. L'applicazione di una politica di GPP come quella indicata nel Piano d'Azione Nazionale (PAN), è l'occasione per operare una razionalizzazione dei consumi ed una loro migliore contabilizzazione.( fonte ministero delle imprese e del Made in Italy) : il piano individua undici categorie di prodotti e servizi di interesse prioritario per volime di spesa e per impatto ambientale rispetto ai quali definire criteri ambientali minimi i CAM ossia requisiti di natura ambientale collegati alle diverse fasi delle procedure di appalto da implementare nelle ordinarie procedure di acquisto pubblico. Per ogni categoria vengono poi riportate le normative di riferimento ambientale, fornite tutte le indicazioni sulle procedure di esecuzione delle gare di appalto e descritto l'approccio da seguire per la definizione di ciascun criterio ambientale minimo.

